Violenza contro le donne: tavola rotonda alla Camera dei deputati

Notizie Avventiste - “La lotta contro la violenza deve essere femminile ma anche maschile. La vita vera non è settoriale. Per ogni donna umiliata è tutto il genere umano a subire la violenza”. Con queste parole Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), ha aperto la tavola rotonda “L’amore non sopporta tutto. Violenza sulle donne: capire le cause per curare gli effetti”, svoltasi martedì 3 marzo, nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, a Roma, e di cui è stato il moderatore.

Organizzato dalla Federazione donne evangeliche in Italia (Fdei) con la collaborazione della rivista Confronti, all’incontro era presente Anna Parisi, del coordinamento donne di Amnesty International, che ha presentato una panoramica delle campagne di Amnesty per sensibilizzare e combattere la violenza sulle donne e le bambine, auspicando anche una maggiore collaborazione con la Fdei. Greetje van der Veer, presidente Fdei, ha spiegato che la violenza è un fenomeno culturale che le chiese hanno a lungo giustificato: “Esse hanno un compito particolare perché possono essere luoghi di ascolto, ma anche fautori della cultura odierna. Invitiamo tutti a riflettere sul messaggio cristiano che mira a sottrarci dalle forze delle tenebre. Di fronte alla violenza vogliamo affermare il messaggio d’amore”. Pina Nuzzo, presidente dell’Unione Donne in Italia, ha presentato l’anfora della staffetta contro la violenza sulle donne: “Come risarcire le donne dal senso di espropriazione, di degrado, di mancanza del proprio corpo? Allora abbiamo pensato a una testimone, a un’anfora, che è presente in tutte le civiltà. È un oggetto comune ma molto fragile, di cui avere cura. Ha due manici perché siano in due a portarla per test imoniare che la donna non deve essere mai sola e diventa il luogo dove le donne depositano i loro pensieri e i loro segreti”, ha affermato Nuzzo. La deputata Cinzia Dato ha posto l’accento sull’opera che le istituzioni devono svolgere perché non si verifichino più atti di violenza e Gianna Urizio, presidente dell’Associazione Donne in Genere, ha chiesto che ci sia un nuovo patto di solidarietà che crei una rete di accoglienza per le donne che denunciano le violenze permettendo loro di uscire dal silenzio.
Il punto di vista dell’Associazione Maschile Plurale, che lavora in difesa delle donne, è stato dato da Stefano Ciccone che ha posto anche lui l’accento sulla necessità di un cambiamento culturale in cui la donna non sia ritenuta debole e quindi bisognosa della tutela maschile. “ Dovremmo costruire anche un discorso pubblico in questa società che racconti come la violenza nasca in una miseria della sessualità e della socialità maschile”, ha specificato. La tavola rotonda è stata conclusa dalla pastora battista Elizabeth Green che ha presentato la risorsa che tutte le chiese hanno per superare la violenza sulle donne: “Si chiama Gesù, immagine di una maschilità che ha preferito subire la violenza invece che infliggerla. Gesù, che incarna la rinuncia al dominio e insegna ai suoi discepoli e discepole a fare altrettanto. Gesù che non soggiogava le persone ma le lasciava libere rispettando le loro scelte. Gesù che ha inaugurato relazioni di rispetto con le donne e con gli uomini tutti. Gesù è il modello delle relazioni umane che i cristiani e le cristiane sono chiamati ad annunciare ed emulare nella famiglia, nelle chiese e nella società”. Maselli ha ringraziato le donne avventiste per l’impegno nella realizzazione dell’evento, e le istituzioni per aver messo a disposizione una sala così bella e ben organizzata. Per informazioni sulla staffetta: www.udinazionale.org/documentostaffetta.htm