Esiste una chiesa protestante?
Esiste realmente una chiesa protestante a Firenze?
(questa lettera di un credente nato evangelico, nato di nuovo in Cristo, prende spunto dal messaggio ricevuto in occasione dell’insediamento a Firenze del nuovo
cardinale Betori).
“Credo che faremmo male a far passare sotto silenzio quello che (in una prospettiva ecumenica corretta) è un evidente sgarbo. Visto che da sempre festeggiamo l’anniversario della Riforma in una Domenica di fine Ottobre e visto che la data del 26 è stata scelta da tempo, mi pare che la decisione di Betori di insediarsi proprio quel giorno mi pare scortese. E’ ovvio che non nasce dalla voglia di farci un dispetto, ma dalla totale non considerazione del mondo protestante.
Credo che dovremmo fare garbatamente notare la cosa…”
Questo messaggio il Papini naturalmente lo rivolge ai pastori delle chiese protestanti presenti a Firenze, che da anni intrattengono rapporti di collaborazione e comunione con il clero fiorentino e quindi a mio avviso questo messaggio dovrebbe essere indirizzato agli attuali responsabili, che non al Betori, forse non ancora informato?
Ma non è questo il punto, la mia domanda nasce da una considerazione maturata in questi ultimi anni, da quando cioè ho desiderato iniziare a servire la chiesa in cui sono nato, e in che modo? In primo luogo cercando di conoscerla nel suo insieme in tutte le sue sfaccettature, visitandole, nel servirle come laico, assumendo il ruolo di segretario del consiglio dei pastori, aiutato anche dalle mie esperienze d’imprenditore, fornendo così anche un supporto organizzativo e di collegamento.
Una maggiore visibilità del mondo evangelico è stato il richiamo fatto al Consiglio dei Pastori dai rappresentanti pubblici, e così è stato, infatti il consiglio stesso si è allargato e si sta rendendo rappresentativo di tutta la realtà evangelica (chiese pentecostali) presente nel nostro territorio a cui in questi ultimi anni si sono aggiunte le chiese degli immigrati, che per numero e per presenze stanno per superare quelle locali.
Il Culto della Riforma dell’ultima Domenica di Ottobre come momento comune a tutto l’evangelismo è stato trasformato in una giornata di festa, per dare spazio a tutti, e per conoscersi e riconoscersi.
Si è migliorato rendendolo più rappresentativo il sito web www.firenzeevangelica.org, e fino a qui non posso che benedire il Signore per i risultati raggiunti, perché senza il Suo aiuto sarebbe stato impossibile, ma oggi siamo chiamati ad una nuova sfida, Dio chiama il suo popolo ad uscire dal proprio isolamento derivante da tutti i distingui che non sono rappresentati solo dai nomi, ma anche da pregiudizi, tradizioni, insomma motivi carnali.
Questa estate sono tornato a visitare Torre Pellice dove circa 60 anni fa sono stato per la prima volta, in collegio. Come sapete è la capitale della chiesa Valdese, e invito tutti a farne motivo di vacanza studio, perché oggi il collegio non esiste più ma al suo posto si trova il museo dove si impara che questa chiesa è nata centinaia di anni prima della riforma di Lutero, perseguitata, ma sopravvissuta fino ad oggi a testimonianza di una patrimonio che non può e non deve essere disperso, ma nello stesso tempo non possiamo neppure sottovalutare il rischio della secolarizzazione molto forte in una realtà così radicata nella storia. La chiesa Valdese infatti ha sviluppato negli anni una sensibilità verso il sociale, verso l’immigrazione, verso l’ecumenismo, verso l’emarginazione, e tutto questo non può che farle onore, ma tutto questo è conosciuto come chiesa Valdese.
Questa estate, sapevo di transitare una Domenica a Orvieto, e desideravo approfittare per vedere questa stupenda città, ma anche di partecipare ad un culto in una chiesa evangelica, cerco su Internet, ma non risultava nessuna presenza, ho cercato anche nei siti delle principali denominazioni, senza risultato, sapevo che non potevano mancare, ma irraggiungibili per un estraneo. Questa semplice esperienza mi ha fatto capire quali sono i limiti delle denominazioni,
Ma non è questo il punto, la mia domanda nasce da una considerazione maturata in questi ultimi anni, da quando cioè ho desiderato iniziare a servire la chiesa in cui sono nato, e in che modo? In primo luogo cercando di conoscerla nel suo insieme in tutte le sue sfaccettature, visitandole, nel servirle come laico, assumendo il ruolo di segretario del consiglio dei pastori, aiutato anche dalle mie esperienze d’imprenditore, fornendo così anche un supporto organizzativo e di collegamento.
Una maggiore visibilità del mondo evangelico è stato il richiamo fatto al Consiglio dei Pastori dai rappresentanti pubblici, e così è stato, infatti il consiglio stesso si è allargato e si sta rendendo rappresentativo di tutta la realtà evangelica (chiese pentecostali) presente nel nostro territorio a cui in questi ultimi anni si sono aggiunte le chiese degli immigrati, che per numero e per presenze stanno per superare quelle locali.
Il Culto della Riforma dell’ultima Domenica di Ottobre come momento comune a tutto l’evangelismo è stato trasformato in una giornata di festa, per dare spazio a tutti, e per conoscersi e riconoscersi.
Si è migliorato rendendolo più rappresentativo il sito web www.firenzeevangelica.org, e fino a qui non posso che benedire il Signore per i risultati raggiunti, perché senza il Suo aiuto sarebbe stato impossibile, ma oggi siamo chiamati ad una nuova sfida, Dio chiama il suo popolo ad uscire dal proprio isolamento derivante da tutti i distingui che non sono rappresentati solo dai nomi, ma anche da pregiudizi, tradizioni, insomma motivi carnali.
Questa estate sono tornato a visitare Torre Pellice dove circa 60 anni fa sono stato per la prima volta, in collegio. Come sapete è la capitale della chiesa Valdese, e invito tutti a farne motivo di vacanza studio, perché oggi il collegio non esiste più ma al suo posto si trova il museo dove si impara che questa chiesa è nata centinaia di anni prima della riforma di Lutero, perseguitata, ma sopravvissuta fino ad oggi a testimonianza di una patrimonio che non può e non deve essere disperso, ma nello stesso tempo non possiamo neppure sottovalutare il rischio della secolarizzazione molto forte in una realtà così radicata nella storia. La chiesa Valdese infatti ha sviluppato negli anni una sensibilità verso il sociale, verso l’immigrazione, verso l’ecumenismo, verso l’emarginazione, e tutto questo non può che farle onore, ma tutto questo è conosciuto come chiesa Valdese.
Questa estate, sapevo di transitare una Domenica a Orvieto, e desideravo approfittare per vedere questa stupenda città, ma anche di partecipare ad un culto in una chiesa evangelica, cerco su Internet, ma non risultava nessuna presenza, ho cercato anche nei siti delle principali denominazioni, senza risultato, sapevo che non potevano mancare, ma irraggiungibili per un estraneo. Questa semplice esperienza mi ha fatto capire quali sono i limiti delle denominazioni,

